lunedì 20 dicembre 2010

L'Italia è una repubblica fondata sullo stage

Ormai la massima aspirazione per un neolaureato che di questi tempi esce dall'università è quella di trovare uno stage con il famigerato rimborso spese. Sono partita a gratis, come si suol dire, agli inizi di ottobre pur di non rimanere a casa a passare le giornate a cercare un annuncio che avesse una qualche minima corrispondenza con il mio profilo...e anche quando pensi di aver individuato l'offerta che fa proprio al caso tuo, che sembra dirti "voglio te", "sei proprio tu la persona che stiamo cercando", il più delle volte la tua candidatura passa inosservata, viene cestinata. Intanto attendi invano una chiamata e più passano i giorni più la rassegnazione prende il sopravvento sull'euforia, sulla speranza che il cellulare squilli, nonostante abbia evitato i posti dove non c'è campo, metti la suoneria al posto della vibrazione, adotti tutta una serie di accorgimenti che attribuiscono al tuo telefonino un' importanza che prima non ha mai avuto, almeno per me.
Sono trascorsi due mesi e il rimborso spese tanto desiderato finalmente è arrivato. Ma quando pensi di aver dato un qualche senso alla tua vita, di aver alleviato anche se in piccola parte il senso di colpa che ti attanaglia ogni giorno che passa, arriva la fregatura...Si, il rimborso anche se esiguo c'è, ma arriverà tutto insieme al termine dello stage della durata di 6 mesi...Certo, direte meglio di niente, di che ti lamenti?
Ma allora chiamatela con il suo nome, Tirannide!

2 commenti:

  1. Le aziende ci sguazzano negli stage, è la loro manna dal cielo. Si fa necessario un qualche provvedimento giuridico che tuteli il popolo dei perenni "in cerca di occupazione". "C'è crisi" dice il datore di lavoro... ma su chi pesa davvero questa perpetua crisi?...

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  2. Già, c'è crisi spesso vuol dire "io ci guadagno meno se vi pago dignitosamente, e invece di un 30metri mi compro solo un 15..." XD Triste ma tirannosauramente vero. :(

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